5. La Cina sono io di Xiaolu Guo

ll testo scelto per il quinto incontro – il 16 dicembre 2019 – è  La Cina sono io di Xiaolu Guo  (trad. dall’inglese di Gaia Amaducci, Metropoli d’Asia, 2014).

La recensione vincitrice

Marta Baronti

La Cina sono io, sarà davvero così? Con questo titolo dirompente, anche un po’ provocatorio forse, la scrittrice e regista cinese Xiaolu Guo ci permette di arrivare direttamente al tema principale della sua opera: la Cina e la sua identità. Attualmente cosa significa essere un cinese in Cina o all’estero? Come è percepita questa identità dall’Occidente? Quanto influiscono lo Stato e la collettività sul singolo?  In questo romanzo, a tratti epistolare, a tratti diario, l’autrice cerca di darci una risposta e di illustrare il suo punto di vista attraverso la storia d’amore, un po’ alla Romeo e Giuliettaun po’ alla Niu Lang e Zhi Nü, di due giovani cinesi: Kubilai Jian, musicista ribelle, e la sua amata Deng Mu, poetessa. Essa è incorniciata e presentata dalla giovane traduttrice inglese Iona Kirkpatrick, giovane neolaureata che sta ancora cercando faticosamente la sua strada e che nella vicenda svolge un po’ un ruolo da investigatrice, un po’ da narratrice. Il libro, infatti, si apre proprio con la giovane traduttrice che si ritrova a tradurre per una casa editrice un plico di fotocopie di lettere e pagine di diario in cinese; più procede nella traduzione e più le si svela la storia dei due protagonisti cinesi, dalle origini quando erano ancora studenti universitari, fino al momento in cui le loro strade si separano a causa di Kubilai Jian e di una sua protesta antigovernativa. Da questo evento in poi Jian è costretto all’esilio forzato in Europa, sballottato da un centro di immigrazione all’altro tra Inghilterra, Svizzera, Francia e Grecia; Mu, invece, cerca di crearsi una nuova identità come poetessa alternativa tra Shanghai, Stati Uniti e Inghilterra. L’autrice vuole mostrare attraverso Kubilai Jian la Cina dal punto di vista politico, con un governo fortemente autoritario che sta ancora cercando di venire a patti con degli eventi controversi del suo passato, come la Rivoluzione Culturale o le proteste di Piazza Tiananmen, che non permette libertà di espressione e di pensiero, in cui i funzionari comunisti sono ancora la classe dominante.  Attraverso Deng Mu, invece, si ha un’altra prospettiva, quella di un Paese ricco di contraddizioni, schiacciato tra il presente e il passato, tra il socialismo e il libero mercato, tra il Nord e il Sud, anche un po’ perso e confuso a causa del vortice di cambiamenti che ha affrontato negli ultimi trent’anni; soprattutto, emerge forte il dilemma attuale della scelta tra il sistema di valori prettamente cinese, che esalta la collettività a discapito del singolo, e quello occidentale, estremamente individualista. Nella vicenda Iona rappresenta l’Occidente che è affascinato e attratto dalla Cina, ma che non riesce a comprenderla mai appieno, anche solo a causa dell’ostacolo iniziale della lingua e della scrittura che a volte risultano essere davvero incomprensibili. Xiaolu Guo, quindi, con questo libro scritto prettamente per un pubblico occidentale ci dona un’immagine della sua nazione molto variegata e a tratti contraddittoria, a volte critica, a volte – cadendo nell’auto-orientalismo – un po’ esotica, che ci invita a riflettere e ad approfondire quello che sappiamo, a cercare la verità, perché in fondo “la Cina siamo noi. Il popolo. Non lo Stato.”

bookclub_16-12-2019

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