L’autrice del mese

Hao Jingfang 郝景芳

Hao Jingfang 郝景芳, nata a Tianjin nel 1983, si è laureata nel 2006 in Fisica all’Università di Tsinghua, dove ha poi conseguito il dottorato in Economia gestionale. Ha iniziato a pubblicare all’età di ventitré anni, dedicandosi fin da subito alla fantascienza, un genere in piena espansione in Cina all’inizio del secolo, ma ancora rivolto a un pubblico di nicchia. Dopo l’exploit di Liu Cixin 刘慈欣 con Il problema dei tre corpi (Santi, 2006-2011) vincitore del prestigioso Hugo Award nel 2015, la sua novella più importante e famosa Pechino pieghevole (Beijing zhidie, 2010) ha conseguito lo stesso risultato nel 2016, confermando lo “stato di grazia” della narrativa di fantascienza cinese e il suo decisivo ingresso nell’arena internazionale.

Tra le sue opere più interessanti, oltre alla novella vincitrice dell’Hugo, ricordiamo “I pianeti invisibili” (Kanbujian de xingqiu, 2013) e la trilogia I vagabondaggi di Marterra (Liulang Ma’esi, 2012) tradotta in inglese dal celebre scrittore e traduttore di fantascienza Ken Liu con il titolo Vagabonds. Nel 2016 ha pubblicato Sheng yu yijiubasi (Nata nel 1984).

Ciò che colpisce di questa narratrice è la sua originalità nel mondo letterario cinese di oggi, non si è lasciata sedurre completamente dal fascino e dal successo editoriale derivante da pubblicazioni di genere più marcate e continua a scrivere trasgredendo i confini degli stili e dei generi letterari senza irrigidire la sua scrittura, semplice ma elegante, in modelli fissi. Ispirata dal surrealismo calviniano in I pianeti invisibili (un omaggio all’autore italiano, tradotto in italiano da Martina Codeluppi per la rivista Caratteri, 2015), ha poi costruito una sorta di Bildungsroman a metà tra l’utopia e la distopia, con la trilogia di Marterra, in cui echi di fantascienza asimoviana si intrecciano con una personale visione del mondo in cui la Cina non è più al centro e l’obiettivo ultimo del testo letterario, ma diviene parte integrante di una realtà planetaria complessa e attraversata da guerre, ingiustizie sociali, squilibri economici e rischi ambientali. Nella raccolta pubblicata in italiano da ADD Editore, con la traduzione di Silvia Pozzi, il fantastico, il sociale, il poetico e il tecnologico si intrecciano dando vita a uno stile originale, definito “realismo fantascientifico”, una science-fiction leggera, soft (come vuole la definizione), ma anche pregna di riflessioni filosofiche.

Letture consigliate

Ren, Dongmei. “Interpreting Folding Beijing through the Prism of Science Fiction Realism.” Tr. Chenmei Xu. Chinese Literature Today 7, 1 (2018): 54-57.

Schneider-Vielsäcker, Frederike. 2017. “An Ideal Chinese Society? Future China from the Perspective of Female Science Fiction Writer Hao Jingfang.” Monde Chinois nos. 51-52: 50-62.

Interviste

Simone Pieranni, “No time, no space. I dispositivi di disuguaglianza di Hao Jingfang”: Intervista alla scrittrice cinese Hao Jingfang, autrice di Pechino Pieghevole (Add Editore): metropoli, tempo, spazio e identità cinese”, 17 ottobre 2020 https://ilmanifesto.it/no-time-no-space-intervista-alla-scrittrice-cinese-di-sci-fi-hao-jingfang/

Deborah Stanish, “Interview: Hao Jingfang” trad. di Ken Liu, 2015

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