L’autore del mese

Ma Jian 马建                                   

Ma Jian nasce a Qingdao, nella provincia dello Shandong, nel 1953. Prima di dedicarsi alla scrittura, lavora come riparatore di orologi e come pittore di poster e fotografo presso il Dipartimento di propaganda della Federazione dei sindacati cinesi. All’età di trent’anni, Ma Jian – successivamente alla separazione dalla moglie e ad una presa di coscienza graduale ma irreversibile rispetto all’arroganza della burocrazia del Dipartimento – sceglie di abbandonare il lavoro e intraprende un viaggio di tre anni in Cina, un viaggio che gli fornisce l’ispirazione per le sue prime pubblicazioni e che segna l’avvio della sua carriera di scrittore. La scelta di dedicarsi alla scrittura sin da subito coincide con la condanna dell’autore da parte delle autorità del governo cinese, l’esilio a Hong Kong (allora colonia britannica) nel 1986 e infine la messa al bando delle sue opere. Nello specifico, l’opera che gli costa la condanna del governo è Tira fuori la lingua (Liangchu ni de shetai huo kongkong dangdang 亮出你的舌苔或空空荡荡, 1987), una “meditazione narrativa sul Tibet” tradotta in inglese nel 2006 e in italiano (Katia Bagnoli) per la casa editrice Feltrinelli nel 2008. Concepito poco dopo il viaggio in Tibet, Tira fuori la lingua mette a nudo gli aspetti spirituali e violenti – se non disumani – della terra tibetana, dipingendone un’immagine cruda ed estremamente distante dalla realtà tibetana edulcorata al centro del discorso dominante cinese. Il governo di Pechino definisce pertanto il romanzo come “un libro volgare e osceno che diffama l’immagine dei nostri compatrioti tibetani” e frutto dell’immaginazione perversa dell’autore. Il viaggio in Cina di Ma Jian costituisce anche l’oggetto del romanzo autobiografico Polvere rossa (Hongchen 红尘), pubblicato nel 2002 dalla casa editrice Neri Pozza. L’opera narra l’avventura di tre anni dell’autore a partire da Urumqi, descrivendo i grandi deserti, i laghi e i fiumi, le montagne sacre ai confini con il Tibet, le città e i villaggi che contraddistinguono la straordinaria varietà del territorio cinese.

Successivamente alla messa al bando delle sue opere, a Ma Jian viene definitivamente proibito di pubblicare in Cina e, in seguito alla restituzione di Hong Kong alla Repubblica Popolare cinese, l’autore nel 1997 si trasferisce in Europa, prima in Germania e successivamente a Londra, dove risiede tutt’ora assieme alla moglie Flora Drew. L’allontanamento definitivo di Ma Jian rispetto alla madrepatria e la conseguente necessità di rivolgersi a un pubblico di lettori prevalentemente stranieri fanno sì che egli sia annoverato fra gli scrittori della “diaspora” e della cosiddetta “letteratura dell’esilio” (liuwang wenxue 流亡文学).

Nonostante le opere di Ma Jian non possano circolare in territorio cinese, l’autore mantiene un forte legame con la Cina e con la sua lingua: l’autore decide apertamente di consolarsi con la bellezza della sua lingua madre, l’unica con cui si ritiene in grado di “estrarre ricordi dalla nebbia dell’amnesia imposta dallo stato”, e affida la traduzione in lingua inglese alla moglie.

Oltre a Tira fuori la lingua e Polvere rossa, Ma Jian ha pubblicato altri quattro romanzi. Spaghetti cinesi (Lamian zhe 拉面者, 1992) è un romanzo a episodi scritto sotto falso nome, tradotto in italiano dal cinese da Nicoletta Pesaro e pubblicato in Italia per Feltrinelli nel 2004. L’opera si presenta come un “dipinto corale” e si fa foriera di un’aperta denuncia nei confronti del maoismo e delle riforme di apertura di Deng Xiaoping: i nove racconti che compongono l’opera sono volti a definire una Cina travolta dalle novità apportate dalle riforme, ma allo stesso tempo ancora poco matura per poterle affrontare e memore della tragedia del passato maoista. Pechino è in coma (Beijing zhiwuren北京植物人, 2008), romanzo tradotto in italiano dall’inglese da Katia Bagnoli e pubblicato da Feltrinelli nel 2009, riconferma lo status di “scrittore dissidente” di Ma Jian, il quale sceglie di trattare il delicato tema del massacro di piazza Tian’an men attraverso la storia del protagonista Dai Wei, costretto a letto a causa di un proiettile che lo ha colpito alla sua testa durante la protesta del 1989 e condannato all’arresto da parte della polizia in attesa del suo risveglio. L’opera successiva è La via oscura (Yin zhi dao 隐之道, 2012). Tradotto dall’inglese in italiano da Katia Bagnoli e pubblicato da Feltrinelli nel 2015, il romanzo costituisce una potente critica delle politiche di controllo delle nascite e delle forme di oppressione fisica e psicologica inflitte dal potere politico, economico e culturale nei confronti delle donne cinesi. A incarnare le istanze di queste ultime è la protagonista Meili, una donna incinta di un secondo figlio e costretta alla fuga a causa delle politiche di contenimento delle nascite assieme al marito, Kongzi, discendente di Confucio e determinato ad avere dalla propria moglie un erede maschio, nonostante i due abbiano già una figlia. L’ultimo romanzo di Ma Jian è Il sogno cinese (Zhongguo meng 中国梦, 2018), la cui traduzione italiana ad opera di Katia Bagnoli è stata pubblicata da Feltrinelli del 2021. Si tratta di un’opera distopica che si propone come una spietata satira del “sogno cinese di ringiovanimento nazionale” – programma annunciato da Xi Jinping nel 2012 – e della burocrazia cinese.

Una breve rassegna delle tematiche affrontate dalle opere di Ma Jian è sufficiente a evidenziare l’impegno politico di un autore dissidente, il quale sceglie di portare avanti la sua denuncia anche a costo di allontanarsi dalla madrepatria. L’autore sceglie di non cedere né alla “narrativa di compromesso” né all’autocensura, frequente fra gli scrittori della Repubblica popolare, ma mantiene un legame viscerale fra la sua “coscienza nomadica” e la sua madrelingua, la quale continua a costituire il mezzo più efficace per dar voce alla propria critica e l’elemento fondamentale della sua identità culturale e linguistica.

Opere tradotte in italiano

Polvere rossa, trad. di M. Morzenti, Venezia, Neri Pozza, 2002.

Spaghetti cinesi, trad. di N. Pesaro, Milano, Feltrinelli, 2006.

Tira fuori la lingua, trad di K. Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2008.

Pechino è in coma, trad. di K. Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2009.

La via oscura, trad. di K. Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2015.

Il sogno cinese, trad. di K. Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2021.

Critica e recensioni

Aw, Tash. “The Dark Road by Ma Jian – Review”, The Guardian, 2013, https://www.theguardian.com/books/2013/may/02/dark-road-ma-jian-review

Codeluppi, Martina. “Escaping Bodies on the Dark Roads of China: Space and Displacement in Ma Jian’s Yin zhi dao.” In Viaggi e scritture/Viajes y escrituras: Cartografías de la violencia, a cura di Nicoletta Pesaro e Alice Favaro. Paris, Colloquia, 2019. 125-143.

Codeluppi, Martina. Inner and Outer Resistance to China: The Pursuit of Freedom in A Free Life and The Dark Road. TRANS, vol. 20, 2016.

Kong, Belinda. “The Biopolitical Square: Ma Jian’s Beijing Coma.” Tiananmen Fictions Outside the Square. The Chinese Literary Diaspora and the Politics of Global Future. Ed. Belinda Kong. Philadelphia: Temple University Press (2012): 184-236.

Pesaro, Nicoletta. “Between the Transnational and the Translational: Language, Identity, and Authorship in Ma Jian’s Novels.” Cadernos de Tradução 38, 1 (2018): 106–26.

Pesaro, Nicoletta. “Authorship, Ideology, and Translation: the Case of Ma Jian.” The Ways of Translation: Constraints and Liberties in Translating Chinese. Ed. Nicoletta Pesaro. Venezia: Cafoscarina, 2013.

Pesaro, Nicoletta. “Ma Jian, Bambini negati lungo lo Yangtze (Ma Jian, Denied Babies along the Yangtze).” Il Manifesto, Marzo 29, 2015. http://ilmanifesto.info/ma-jian-bambini-negati-lungo-lo-yangtze/.

Interviste

Ma Jian: ‘Freedom can’t be taken for granted. We have to remain constantly vigilant’, Interview by Claire Armitstead https://www.theguardian.com/books/2018/nov/02/ma-jian-interview-exiled-chinese-writer-free-speech-dissidents-novel

An exclusive interview with Ma Jian, author of The Dark Road https://www.foyles.co.uk/ma-jian

‘Truth Is Under Threat.’ Ten Questions for Chinese Dissident Author Ma Jian https://time.com/5572143/ma-jian-china-dream-novel-author/

A cura di Martina Meniconi

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